Bozze · non indicizzate · 30 agosto 2026 · testi allineati, sesta e settima veste il 18 ottobre 2026
Tutte sullo stesso marchio. Ma rispondono a due domande diverse, e conviene non confonderle: quale sito voglio, e quanto rifaccio quello che ho già.
Guardatele anche dal telefono, e stampatene una: il cliente stampa.
Dal 18 ottobre i testi sono gli stessi su tutte, così il confronto è solo sulla grafica: stesso sottotitolo di posizionamento, stessi nove servizi, stessi sei esempi pratici. Quello che cambia da una veste all'altra è come sono vestiti, non cosa dicono. Le uniche che cambiano anche l'ordine sono la E e la F: prima i casi pratici, poi i nomi tecnici, e il perché del nome in fondo. La F è l'unica che i casi, prima di scriverli, li fa vedere. Della F c'è anche una seconda lettura, la G: lo stesso ufficio e le stesse identiche parole, ma costruito realistico — luce vera dalla finestra, materiali, ogni oggetto al suo posto.
Accesso diretto al 3D Il filmato — variante F → Lo stesso ufficio, realistico — variante G → La scrivania — variante E →
Il vostro sistema chiede di ridurre le animazioni. Le pagine lo rispettano e si aprono ferme. Dentro ognuna, in fondo, c'è l'interruttore Movimento: accendetelo per vederle come sono pensate.
Il tavoliere
Fondo navy, reticolo vivo sotto tutta la pagina. Ogni sezione che entra fa partire un'onda dalla propria pietra. La più d'impatto, quella che si ricorda.
La mossa
Fondo bianco, inchiostro navy. Il goban è sotto la pagina come carta millimetrata e scorre col documento: 37 pietre si posano man mano che si legge.
Partita in corso
Il visitatore gioca davvero: posa una pietra e la pagina risponde. Poi il sito torna serio, su fondo bianco, con servizi, metodo e numeri.
La scrivania
Chiara, non navy. Si apre su una pila di carta vera in tre dimensioni: scorrendo si smista da sola in tre vassoi. Il 3D racconta il problema del cliente, non il marchio.
L'ufficio
Un filmato in tre dimensioni, non un effetto: la telecamera entra in un ufficio all'alba e si ferma su ognuno dei sei casi mentre succede. La posta si smista nei vassoi e la risposta esce già scritta da rivedere, il preventivo si compila riga per riga e si firma, i documenti passano nello scanner e i dati corrono sul monitor come cifre, i cassetti si aprono e la risposta arriva con la fonte.
Il ritocco
Il sito di oggi con il marchio nuovo e i colori portati sui valori esatti del sistema. Stessa impaginazione, stesso ritmo: chi lo conosce lo riconosce.
Il rifacimento
Le stesse identiche parole, ma la grafica rifatta davvero: navy pieno, raggio zero, e la griglia della pagina derivata dal passo della matrice del logo.
Non decidete sullo screenshot. Senza effetti che coprano, l'unica cosa che resta sono le frasi: dove il testo è generico si vedrà a occhio nudo.
Guardatele dal telefono. Da lì arriva metà del traffico, e da lì due delle tre firme si riducono parecchio.
Stampatene una pagina per ciascuna. È il test più veloce e più crudele che esista, ed è quello che farà il cliente.
Congelate i testi. Sono sette pagine separate, non sette vestiti sullo stesso corpo: ogni correzione al testo va fatta sette volte. Appena una vince, le altre si cancellano.
Non confrontate D con A, B e C. Sono due gare diverse. A, B e C hanno contenuti riscritti e ripesati; D1 e D2 hanno le identiche parole del sito online oggi, verificate frase per frase. Se una D vi convince, avete deciso di tenere il sito che avete; se vi convince una lettera, avete deciso di rifarlo.
Separato da qui, ma nato nello stesso giorno: la controprova del marchio — sei direzioni alternative alla Proposta 3, ognuna disegnata per batterla e obbligata a dichiarare cosa perde. Serve a verificare la scelta già fatta, non a rimetterla in discussione.
Due cose nuove su tutte: l'agente AI, che prima avevano solo D1 e D2 — si apre da un pulsante, non si carica da solo — e il suo prompt riscritto, che adesso non nomina più nessun settore e sa tradurre i sei esempi nel mestiere di chi gli parla. E una veste in più, la E.
Su tutte e cinque: il sottotitolo di posizionamento in italiano sotto il titolo; nove servizi al posto dei quattro (A, B, C) e dei sette (D1, D2); una sezione nuova di sei esempi pratici scritti su processi che ha qualunque azienda, senza etichette di mestiere né di settore.
Tolte tre cose che restringevano il campo: le «due settimane dentro l'azienda» (contraddicevano il metodo, che dice mezza giornata), il limite dei «dieci anni» e dei «trent'anni» di documenti (ora è tutta la storia dell'azienda), e le etichette di settore — Distribuzione componenti, Manifatturiero / EMS, Energia su A, B, C e La fabbrica che impara su D1, D2. La fabbrica resta come prova di dove veniamo, non come perimetro di chi serviamo.
Recepita la decisione del 14 settembre sulla titolarità: Move 37 è un marchio di Trade Skill SRL, e ora lo dicono anche A, B e C, con il telefono vero al posto del segnaposto.
Non c'è privacy policy né cookie policy: servono prima di pubblicare sul dominio buono. A, B e C non hanno l'agente AI, la sezione incentivi e gli articoli per esteso, che invece D1 e D2 hanno: su quelle tre pagine i tre titoli in fondo non portano da nessuna parte.
La sezione incentivi di D1 e D2 è datata luglio 2026 e va riverificata prima di mostrarla.