Analisi dei processi
Veniamo a vedere il lavoro dove succede e mappiamo i flussi reali: chi fa cosa, con quali strumenti, quante volte lo rifà. Ne esce una lista di interventi ordinata per ritorno, non per moda.
Una mossa su diecimila.
I commentatori dissero che era un errore. Era la mossa vincente.
Mossa 37 — Nero, P10. Quinta linea.Mossa 37 — AlphaGo contro Lee Sedol, Seul, 10 marzo 2016
Intelligenza artificiale applicata al vostro lavoro.
Aiutiamo le aziende a capire come usare l'intelligenza artificiale per migliorare i processi, creare nuovi servizi e generare valore economico — unendo consulenza, formazione e sviluppo di soluzioni su misura.
Mossa 00 / 37
Nero: AlphaGo. Bianco: Lee Sedol, 9 dan. Le prime 37 mosse, una a una.
Il vostro sistema chiede di ridurre le animazioni. Accendete il movimento per vedere il sito come è pensato.
Il nome
Seconda partita del Google DeepMind Challenge Match: Seul, 10 marzo 2016. Alla mossa 37 il Nero — AlphaGo — posa una pietra sulla quinta linea, in P10. La stima riportata è di circa una probabilità su diecimila che un umano giocasse lì. Scorri la sequenza e leggi cosa succede.
L'apertura, negli angoli. Il Nero è AlphaGo e muove per primo; il Bianco è Lee Sedol, 9 dan. Le pietre si posano dove le posa chiunque: terza e quarta linea.
Il gioco si allarga ai lati — il Bianco prende D10, il punto di mezzo del lato sinistro — e poi scende nell'angolo in basso a sinistra.
In basso a sinistra si va a contatto, pietra contro pietra: otto mosse su dieci in un fazzoletto. Il centro del tavoliere resta vuoto.
Si passa in alto: il Nero in E16, poi cinque mosse in alto a destra. Fin qui nessuno dei due si è allontanato dalle linee dove si costruisce il territorio.
Una mossa su diecimila.
I commentatori dissero che era un errore. Era la mossa vincente.
Mossa 37 — Nero, P10. Quinta linea.Il Bianco abbandonò: vinse il Nero. Non perché la macchina calcolasse più in fretta di un campione del mondo: perché guardava la partita senza le abitudini di chi la gioca da sempre.
Facciamo la stessa cosa con i vostri processi: li guardiamo senza le abitudini di chi li ha sempre fatti così.
Le prime 37 mosse del record della partita: Google DeepMind Challenge Match, seconda partita, Seul, 10 marzo 2016. Nero AlphaGo, Bianco Lee Sedol 9 dan; esito: vince il Nero per abbandono. Entro la 37ª non ci sono catture.
Servizi
Guardiamo come lavorate oggi, misuriamo dove si perde tempo, automatizziamo solo quello che regge in produzione il lunedì mattina.
Veniamo a vedere il lavoro dove succede e mappiamo i flussi reali: chi fa cosa, con quali strumenti, quante volte lo rifà. Ne esce una lista di interventi ordinata per ritorno, non per moda.
Progettiamo e costruiamo la soluzione sul processo che esiste già, non il contrario: assistenti che rispondono, agenti che eseguono compiti veri, modelli che prevedono. Codice e dati restano dove devono restare.
Togliamo di mezzo la ricopiatura, i controlli a mano e i passaggi che esistono solo perché due programmi non si parlano. Si automatizza soltanto quello che regge in produzione il lunedì mattina.
Colleghiamo le soluzioni nuove ai programmi che ci sono, senza sostituirli. Nessuno deve cambiare strumento per usare l'intelligenza artificiale: è l'AI che arriva dentro lo strumento di tutti i giorni.
Numeri sparsi fra gestionale, fogli di calcolo e caselle di posta, messi insieme e letti: cosa sta succedendo, cosa sta per succedere, dove conviene intervenire prima.
Un solo processo, quello con il rapporto migliore fra fastidio e fattibilità, portato a funzionare davvero. Le metriche si fissano prima: a fine pilota i numeri si confrontano con quelli di partenza.
L'AI applicata a chi compra: riconoscere i clienti che somigliano ai migliori, personalizzare l'offerta senza moltiplicare il lavoro, prevedere la domanda per non comprare al buio.
Tutto quello che l'azienda ha scritto da quando esiste — offerte, progetti, schede, mail — diventa interrogabile a parole proprie, con la fonte sempre accanto alla risposta. Più gli strumenti quotidiani per chi scrive, cerca e riassume.
Si lavora con le persone che lo useranno davvero, sui loro casi, finché non serve più chiamarci. E si mette ordine nell'uso dell'AI che in azienda esiste già, fuori da ogni regola.
Esempi
Non serve sapere cos'è l'intelligenza artificiale per capire se vi serve. Il criterio è uno: cercate l'attività che una persona fa ogni giorno controvoglia, con regole chiare e dati già digitali. È lì che si comincia — un processo alla volta, un risultato misurabile.
Le richieste arrivano, vengono capite e classificate, i dati finiscono nei sistemi giusti e le risposte che si ripetono escono già pronte da rivedere. La casella smette di essere il collo di bottiglia.
Dalla richiesta del cliente alla proposta pronta da rivedere, incrociata con lo storico di quelle simili già fatte. Chi vende firma, non trascrive — e il cliente riceve la risposta quando è ancora caldo.
Fatture, bolle, contratti, moduli, schede: i dati escono dalla carta e dai PDF e finiscono dove servono, senza che nessuno li ricopi. Ogni riga scritta due volte è un errore che aspetta di succedere.
Tutto quello che l'azienda ha scritto da quando esiste diventa interrogabile a parole proprie, con la fonte accanto alla risposta. «Come l'avevamo risolto quella volta?» smette di dipendere da chi c'era.
Chi scrive o telefona fuori orario trova comunque risposta, lascia i suoi dati e la richiesta arriva già qualificata, pronta da prendere in mano. Nessuno si stufa di aspettare e chiama il prossimo.
I numeri che contano raccolti, riassunti e commentati, pronti nella casella prima del caffè. Senza che nessuno passi il venerdì a preparare tabelle.
Metodo
Tre tempi, con i numeri di partenza presi prima di toccare qualsiasi cosa.
In azienda, senza slide. Osserviamo il lavoro dove succede e prendiamo i numeri di partenza: quanto dura, quante persone tocca, quanti errori genera.
Un solo processo, quello con il rapporto migliore tra fastidio e fattibilità. A fine pilota i numeri si confrontano con quelli di partenza.
Se il pilota tiene, si allarga agli altri reparti e si passano le chiavi al vostro team. L'obiettivo è che sappiate mandarlo avanti senza di noi.
Casi
Insights
I dati Eurostat letti per quello che dicono davvero: il divario vero è tra grandi imprese e PMI.
I casi che reggono in produzione sono sempre i più banali. Chi parte da quello spettacolare si ferma al pilota.
Server, conservazione, addestramento, subfornitori. Le risposte da mettere per iscritto prima di firmare.
Agente AI
Quello che vendiamo è qui, funzionante: l'agente che si apre da questo pulsante è un'AI costruita da noi. Descrivetegli in tre frasi un processo che vi fa perdere tempo e vi dirà dove si può intervenire e cosa farebbe — qualunque sia il vostro mestiere. Se vi va, vi fissa anche il sopralluogo.
Si apre in basso a destra. Potete parlargli o scrivergli: il microfono serve solo se scegliete la voce.
Contatti
Il tavolo è apparecchiato
Manca una pietra. Posatela: dopo tocca a noi.